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INFORMAZIONI – AGGIORNAMENTI – CALENDARIO

LUGLIO e AGOSTO: modifiche di orario 

Ricordiamo che per i mesi di luglio e agosto, nei giorni feriali, si prevede la celebrazione della sola messa delle ore 7:30. Rimangono invariate le messe pre-festive (ore 18:30 del sabato e vigilie) e quelle festive (9:00 – 11:00 – 18:30).
Per mancanza di personale addetto alla guardiola, nei suddetti mesi la chiesa RIMARRA’ CHIUSA nei pomeriggi da lunedì a venerdì e nella mattinata del sabato.

In evidenza

ESTATE RAGAZZI 2022

Estate Ragazzi è un’iniziativa che nasce per venire incontro alle necessità lavorative dei genitori durante il mese di giugno, in modo che questi possano andare a lavorare lasciando i propri figli in un luogo di svago e divertimento in cui si svolgono giochi di squadra per favorire la capacità dei bambini di comunicare e collaborare insieme. Il numero dei bambini partecipanti può variare, ma in media durante una settimana ce ne sono dai quaranta ai cinquanta. All’interno del centro estivo i bambini svolgono attività preparate dagli animatori, che sono dei ragazzi dai quattordici ai trent’anni di età. Inoltre, gli animatori, tra i mesi di febbraio e di maggio si impegnano a preparare dei giochi che possano coinvolgere sia i bambini delle elementari, sia i ragazzi di prima e seconda media in modo che tutti possano divertirsi insieme. Questo è infatti uno dei punti principali di Estate Ragazzi perché ognuno ha opportunità di fare conoscenze e allo stesso tempo di divertirsi grazie a giochi coinvolgenti.

Gli animatori che partecipano all’estate ragazzi, nei mesi precedenti, partecipano a incontri formativi e di preparazione delle varie giornate durante il mese di giugno, gli incontri sono tenuti dai coordinatori stessi e a volte da persone esterne chiamate appositamente.

Questa iniziativa è importante per la nostra comunità, perché riesce ad unire molte persone e la mantiene attiva, soprattutto è un’esperienza per gli animatori di crescita, organizzazione e di responsabilità che fa sempre comodo acquisire.

Gli animatori e coordinatori sono tutti volontari che lo fanno perché hanno voglia di farlo quindi anche il gruppo che si crea tra loro è armonioso e gioioso, tutte cose che vengono trasmesse ai bambini e ragazzi che partecipano all’estate ragazzi e anche alle loro famiglie.


Dare una mano in parrocchia... perchè non la tua?

Molteplici sono le attività della Parrocchia e quasi tutte sono portate avanti grazie al contributo di volontari che, IN MODO TOTALMENTE GRATUITO, prestano il loro tempo e le loro energie a servizio della comunità. Permettetemi, prima di tutto, di dire un grande GRAZIE a tutti costoro! Ma… il tempo passa e gli anni si fanno sempre più gravosi! Ecco perché mi sento di dover FARE UN APPELLO perché il numero di questi “volontari” si accresca.

Vari sono gli ambiti che chiedono la presenza di “volontari”: catechesi, liturgia, carità, momenti conviviali, guardiania, manutenzione della struttura… Pensaci e se hai un po’ di tempo RENDITI DISPONIBILE!

«Non pochi che devono fare tanto ma tanti che fanno quel poco che possono»!


Caritas: TONNO IN SCATOLA

Per questo mese proponiamo una raccolta di TONNO IN SCATOLA.

I prodotti possono essere depositati nella cesta in fondo alla Chiesa.

Un grazie a nome degli operatori Caritas per la generosità finora dimostrata nelle precedenti raccolte.


Approfondimento

Chiamati a edificare la famiglia umana
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA 59ª GIORNATA MONDIALE DI PREGHIERA PER LE VOCAZIONI

Cari fratelli e sorelle!

Mentre in questo nostro tempo soffiano ancora i venti gelidi della guerra e della sopraffazione e assistiamo spesso a fenomeni di polarizzazione, come Chiesa abbiamo avviato un processo sinodale: sentiamo l’urgenza di camminare insieme coltivando le dimensioni dell’ascolto, della partecipazione e della condivisione.

Chiamati a essere tutti protagonisti della missione

La sinodalità, il camminare insieme è una vocazione fondamentale per la Chiesa, e solo in questo orizzonte è possibile scoprire e valorizzare le diverse vocazioni, i carismi e i ministeri. Al tempo stesso, sappiamo che la Chiesa esiste per evangelizzare, uscendo da sé stessa e spargendo il seme del Vangelo nella storia. Ciascun battezzato, qualunque sia la sua funzione nella Chiesa e il grado di istruzione della sua fede, è un soggetto attivo di evangelizzazione» (Esort. ap. Evangelii gaudium, 120).

Chiamati a essere custodi gli uni degli altri e del creato

La parola “vocazione” non va intesa in senso restrittivo, riferendola solo a coloro che seguono il Signore sulla via di una particolare consacrazione. Tutti siamo chiamati a partecipare della missione di Cristo di riunire l’umanità dispersa e di riconciliarla con Dio. Più in generale, ogni persona umana, prima ancora di vivere l’incontro con Cristo e abbracciare la fede cristiana, riceve con il dono della vita una chiamata fondamentale: ciascuno di noi è una creatura voluta e amata da Dio, per la quale Egli ha avuto un pensiero unico e speciale, e questa scintilla divina, che abita il cuore di ogni uomo e di ogni donna, siamo chiamati a svilupparla nel corso della nostra vita, contribuendo a far crescere un’umanità animata dall’amore e dall’accoglienza reciproca. Siamo chiamati a essere custodi gli uni degli altri, a costruire legami di concordia e di condivisione, a curare le ferite del creato perché non venga distrutta la sua bellezza. Insomma, a diventare un’unica famiglia nella meravigliosa casa comune del creato, nell’armonica varietà dei suoi elementi. In questo senso ampio, non solo i singoli, ma anche i popoli, le comunità e le aggregazioni di vario genere hanno una “vocazione”.

Chiamati ad accogliere lo sguardo di Dio

In questa grande vocazione comune, si inserisce la chiamata più particolare che Dio ci rivolge, raggiungendo la nostra esistenza con il suo Amore e orientandola alla sua meta ultima, a una pienezza che supera persino la soglia della morte. Così Dio ha voluto guardare e guarda alla nostra vita. Si attribuiscono a Michelangelo Buonarroti queste parole: «Ogni blocco di pietra ha al suo interno una statua ed è compito dello scultore scoprirla». Se questo può essere lo sguardo dell’artista, molto più Dio ci guarda così: in quella ragazza di Nazaret ha visto la Madre di Dio; nel pescatore Simone figlio di Giona ha visto Pietro, la roccia sulla quale edificare la sua Chiesa; nel pubblicano Levi ha ravvisato l’apostolo ed evangelista Matteo; in Saulo, duro persecutore dei cristiani, ha visto Paolo, l’apostolo delle genti. Sempre il suo sguardo d’amore ci raggiunge, ci tocca, ci libera e ci trasforma facendoci diventare persone nuove. Questa è la dinamica di ogni vocazione: siamo raggiunti dallo sguardo di Dio, che ci chiama. La vocazione, come d’altronde la santità, non è un’esperienza straordinaria riservata a pochi. Come esiste la “santità della porta accanto” (cfr Esort. ap. Gaudete et exsultate, 6-9), così anche la vocazione è per tutti, perché tutti sono guardati e chiamati da Dio. La vocazione nasce così, grazie all’arte del divino Scultore che, con le sue “mani” ci fa uscire da noi stessi, perché si stagli in noi quel capolavoro che siamo chiamati a essere. In particolare, la Parola di Dio, che ci libera dall’egocentrismo, è capace di purificarci, illuminarci e ricrearci. Mettiamoci allora in ascolto della Parola, per aprirci alla vocazione che Dio ci affida! E impariamo ad ascoltare anche i fratelli e le sorelle nella fede, perché nei loro consigli e nel loro esempio può nascondersi l’iniziativa di Dio, che ci indica strade sempre nuove da percorrere.

Chiamati a rispondere allo sguardo di Dio

Lo sguardo amorevole e creativo di Dio ci ha raggiunti in modo del tutto singolare in Gesù. Parlando del giovane ricco, l’evangelista Marco annota: «Gesù fissò lo sguardo su di lui, lo amò» (10,21). Su ciascuno e ciascuna di noi si posa questo sguardo di Gesù pieno di amore. Fratelli e sorelle, lasciamoci toccare da questo sguardo e lasciamoci portare da Lui oltre noi stessi! E impariamo a guardarci anche l’un altro in modo che le persone con cui viviamo e che incontriamo – chiunque esse siano – possano sentirsi accolte e scoprire che c’è Qualcuno che le guarda con amore e le invita a sviluppare tutte le loro potenzialità. La nostra vita cambia, quando accogliamo questo sguardo. Tutto diventa un dialogo vocazionale, tra noi e il Signore, ma anche tra noi e gli altri. Un dialogo che, vissuto in profondità, ci fa diventare sempre più quelli che siamo: nella vocazione al sacerdozio ordinato, per essere strumento della grazia e della misericordia di Cristo; nella vocazione alla vita consacrata, per essere lode di Dio e profezia di nuova umanità; nella vocazione al matrimonio, per essere dono reciproco e generatori ed educatori della vita. In generale, in ogni vocazione e ministero nella Chiesa, che ci chiama a guardare gli altri e il mondo con gli occhi di Dio, per servire il bene e diffondere l’amore, con le opere e con le parole.

Convocati per edificare un mondo fraterno

Come cristiani, siamo non solo chiamati, cioè interpellati ognuno personalmente da una vocazione, ma anche con-vocati. Siamo come le tessere di un mosaico, belle già se prese ad una ad una, ma che solo insieme compongono un’immagine. Brilliamo, ciascuno e ciascuna, come una stella nel cuore di Dio e nel firmamento dell’universo, ma siamo chiamati a comporre delle costellazioni che orientino e rischiarino il cammino dell’umanità, a partire dall’ambiente in cui viviamo. Questo è il mistero della Chiesa: nella convivialità delle differenze, essa è segno e strumento di ciò a cui l’intera umanità è chiamata. Per questo la Chiesa deve diventare sempre più sinodale: capace di camminare unita nell’armonia delle diversità, in cui tutti hanno un loro apporto da dare e possono partecipare attivamente. Quando parliamo di “vocazione”, pertanto, si tratta non solo di scegliere questa o quella forma di vita, di votare la propria esistenza a un determinato ministero o di seguire il fascino del carisma di una famiglia religiosa o di un movimento o di una comunità ecclesiale; si tratta di realizzare il sogno di Dio, il grande disegno della fraternità che Gesù aveva nel cuore quando ha pregato il Padre: «Che tutti siano una cosa sola» (Gv 17,21). Ogni vocazione nella Chiesa, e in senso ampio anche nella società, concorre a un obiettivo comune: far risuonare tra gli uomini e le donne quell’armonia dei molti e differenti doni che solo lo Spirito Santo sa realizzare. Sacerdoti, consacrate e consacrati, fedeli laici camminiamo e lavoriamo insieme, per testimoniare che una grande famiglia umana unita nell’amore non è un’utopia, ma è il progetto per il quale Dio ci ha creati.

Preghiamo, fratelli e sorelle, perché il Popolo di Dio, in mezzo alle vicende drammatiche della storia, risponda sempre più a questa chiamata. Invochiamo la luce dello Spirito Santo, affinché ciascuno e ciascuna di noi possa trovare il proprio posto e dare il meglio di sé in questo grande disegno!

FRANCESCO

PASQUA DI RESSURREZIONE

«Ecco due uomini presentarsi a loro in abiti sfolgoranti e le donne impaurite, tenevano il volto chinato a terra, ma quelli dissero loro: Perchè cercate tra i morti colui che è vivo? Non è qui, è risorto.»
(Luca 24,5-6)


Catechesi e formazione

Le proposte della comunità

Altre attività della parrocchia

Orari e informazioni per centro d'ascolto e distribuzione alimentI/indumenti.

Scopri le attività del martedì pomeriggio.

Il coro è un servizio fondamentale della vita della parrocchia.


COMUNICATO IMPORTANTE DAI PADRI DEHONIANI