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COMUNICATO IMPORTANTE DAI PADRI DEHONIANI


Catechesi Ragazzi 2021/2022

Dopo l’incontro con i catechisti, si valuterà i tempi e i modi per organizzare l’iscrizione e lo svolgimento dell’anno catechistico 2021-2022. I genitori saranno avvisati dai catechisti delle varie classi.

Nel frattempo i catechisti sono invitati a un MOMENTO DI PREGHIERA CON TUTTI I CATECHISTI DELLA ZONA PASTORALE il 16 settembre (orario e luogo da stabilire) in preparazione al Congresso Diocesano dei Catechisti e degli Educatori che si terrà la domenica 3 ottobre 2021.


Avvisi dalla Diocesi e dalla Zona

ASSEMBLEA DIOCESANA

Sabato 11 settembre a partire dalle 9:30 si terrà l’Assemblea Diocesana. Si potrà seguire sul sito della diocesi (www.chiesadibologna.it). Nel programma è prevista la lettura della figura evangelica di Nicodemo per la nostra Chiesa, la presentazione della Nota Pastorale da parte dell’Arcivescovo, alcune sottolineature del programma e comunicazioni sul cammino sinodale. La conclusione è prevista per le ore 11:00.

PELLEGRINAGGIO ZONALE

Nel mese di ottobre è programmato un pellegrinaggio per la nostra zona pastorale alla Basilica di san Domenico, in occasione dell’800° anniversario della morte del santo. Appena ci saranno notizie più precise si provvederà alla dovuta informazione



CHI MI APPARTIENE STA VICINO AL FUOCO

Carissimi, ben ritrovati!

Settembre è il mese in cui si impostano le varie attività parrocchiali. L’incertezza sanitaria e l’attesa del programma pastorale diocesano lasciano ancora in sospeso alcuni orientamenti, ma con l’apporto del Consiglio Pastorale Parrocchiale si cercherà di trovare il modo di dare un volto a un cammino di comunità che possa essere sempre più coinvolgente.

Al di là di quanto verrà programmato, penso che ognuno di noi debba entrare in uno spirito che deve stare alla base del nostro essere comunità: IL SENSO DI APPARTENENZA. Troppo spesso riteniamo un “surplus” la comunità parrocchiale, per cui non le diamo rilevanza. Anzi, ne cerchiamo i limiti, nei singoli e nel suo insieme, per giustificare una presenza che risponda solo alle nostre esigenze, quasi a ridurla a una “agenzia di servizio” a disposizione per le nostre necessità, senza preoccuparci di diventare protagonisti al suo interno. Per aiutarci in questa riflessione vi propongo un racconto che nelle mie letture estive mi ha particolarmente colpito.

VICINO AL FUOCO

Un giorno un tale si avvicinò a Gesù e gli disse: «Maestro, tutti noi sappiamo che tu vieni da Dio e insegni la via della verità. Ma devo proprio dirti che i tuoi seguaci, quelli che chiami i tuoi apostoli o la tua comunità, non mi piacciono per niente. Ho notato che non si distinguono molto dagli altri uomini. Ultimamente ho fatto una solenne litigata con uno di essi. E poi, lo sanno tutti che i tuoi discepoli non vanno sempre d’amore e d’accordo.

Voglio perciò farti una domanda molto franca: è possibile essere dei tuoi senza avere niente a che fare con i tuoi cosiddetti apostoli? Io vorrei seguirti ed essere cristiano (se mi passi la parola), ma senza la comunità, senza la Chiesa, senza tutti questi apostoli!».

Gesù lo guardò con dolcezza e attenzione.

«Ascolta», gli disse «ti racconterò una storia: C’erano una volta alcuni uomini che si erano seduti a chiacchierare insieme. Quando la notte li coprì con il suo nero manto, fecero una bella catasta di legna e accesero il fuoco. Se ne stavano seduti ben stretti, mentre il fuoco li scaldava e il bagliore della fiamma illuminava i loro volti. Ma uno di loro, ad un certo punto, non volle più rimanere con gli altri e se ne andò per conto suo, tutto solo. Si prese un tizzone ardente dal falò e andò a sedersi lontano dagli altri. Il suo pezzo di legno in principio brillava e scaldava. Ma non ci volle molto a illanguidire e spegnersi. L’uomo che sedeva da solo fu inghiottito dall’oscurità e dal gelo della notte. Ci pensò un momento poi si alzò, prese il suo pezzo di legno e lo riportò nella catasta dei suoi compagni. Il pezzo di legno si riaccese immediatamente e divampò di fuoco nuovo. L’uomo si sedette nuovamente nel cerchio degli altri. Si scaldò e il bagliore della fiamma illuminava il suo volto».

Sorridendo, Gesù aggiunse: «Chi mi appartiene sta vicino al fuoco, insieme ai miei amici. Perché io sono venuto a portare il fuoco sulla terra e ciò che desidero di più è vederlo divampare» (racconto tratto da «Il Canto del grillo» di Bruno Ferrero).

Carissimi, troppo spesso nel nostro essere discepoli di Gesù ci facciamo condizionare dagli altri, dando una importanza smisurata a pregi e difetti e dimenticandoci di chi sta al centro della nostra fede. È il pericolo che anche Papa Francesco sottolineava nel 2014 durante una udienza generale (25 giugno): «Nella Chiesa non esiste il “fai da te”, non esistono “battitori liberi”. Quante volte Papa Benedetto ha descritto la Chiesa come un “noi” ecclesiale! Talvolta capita di sentire qualcuno dire: “Io credo in Dio, credo in Gesù, ma la Chiesa non m’interessa…”. Quante volte abbiamo sentito questo? E questo non va. C’è chi ritiene di poter avere un rapporto personale, diretto, immediato con Gesù Cristo al di fuori della comunione e della mediazione della Chiesa… È vero che camminare insieme è impegnativo, e a volte può risultare faticoso: può succedere che qualche fratello o qualche sorella ci faccia problema, o ci dia scandalo… Ma il Signore ha affidato il suo messaggio di salvezza a delle persone umane, a tutti noi, a dei testimoni; ed è nei nostri fratelli e nelle nostre sorelle, con i loro doni e i loro limiti, che ci viene incontro e si fa riconoscere. E QUESTO SIGNIFICA APPARTENERE ALLA CHIESA. Ricordatevi bene: essere cristiano significa appartenenza alla Chiesa. Il nome è “cristiano”, il cognome è “appartenenza alla Chiesa”».

p. Giacomo, parroco


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