Organi parrocchiali

Parroco

P. Giacomo Mismetti, dehoniano, è prete dal 1981.
Dopo un’esperienza pluriennale nella diocesi di Milano è arrivato nella comunità di S. Maria del Suffragio nel 2011.

Collaboratori

P. Celestino Rioli, già cappellano dal 1993 al 2002 e dopo un’interruzione è ritornato in parrocchia nel 2008.
P. Gian Paolo Carminati, già parroco dal 2002 al 2011.

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale

Non è una struttura burocratica della Chiesa, ma uno strumento di comunione. 
Suo compito principale è di essere luogo di riflessione comune, di discernimento comunitario e di progettazione pastorale, ancor prima di essere luogo di decisioni.
È anche compito del Consiglio Pastorale fissare i criteri e decidere le scelte di fondo circa l’amministrazione e l’uso dei beni e delle strutture della parrocchia.
Eletto ogni 5 anni, il Consiglio Parrocchiale si riunisce normalmente una volta al mese.
Il Consiglio pastorale è consapevole che il “consigliare” nella Chiesa rappresenta una necessità e costituisce un’occasione di fondamentale importanza della partecipazione dei laici all’azione pastorale della parrocchia in vista del comune discernimento.  Sa, quindi, di essere, come stabilisce il Codice di Diritto Canonico, organo consultivo, a servizio della crescita di tutti nella “comunione”, espressione dell’identità propria della Chiesa.  

In sintesi, il Consiglio pastorale: 
rappresenta l’immagine della fraternità e della comunione dell’intera comunità parrocchiale di cui è espressione; costituisce lo strumento dove il ministero della presidenza esercitato dal parroco e la corresponsabilità dei fedeli devono trovare la loro sintesi.

Il Consiglio Pastorale Parrocchiale per gli Affari Economici (CPAE)

La particolare natura della parrocchia esige che l’amministrazione del patrimonio e delle attività parrocchiali sia compiuta con il consiglio e la partecipazione dei laici in una logica di comunione ricercata nella libertà del confronto e della responsabilità.

 “In ogni parrocchia vi sia il consiglio per gli affari economici, che è retto, oltre che dal diritto universale, dalle norme date dal Vescovo diocesano; in esso i fedeli, scelti secondo le medesime norme, aiutano il parroco nell’amministrazione dei beni parrocchiali, fermo restando il disposto del can. 532” (cioè la personale responsabilità del parroco, in quanto legale rappresentante) cfr. C.I.C., can. 537.

I membri del CPAE devono essere scelti in base alla loro competenza; essi però sono anzitutto fedeli, chiamati ad un servizio da svolgere non in base a criteri puramente amministrativi, ma in riferimento a principi di ordine specificamente ecclesiale, primo fra tutti quello dei fini propri dei beni temporali della Chiesa: “ordinare il culto divino, provvedere ad un onesto sostentamento del clero e degli altri ministri, esercitare opere di apostolato sacro e di carità, specialmente a servizio dei poveri” (can. 1254 § 2). Per questo il C.P.A.E. deve avere un rapporto costruttivo con il Consiglio Pastorale Parrocchiale e con l’intera comunità parrocchiale, di cui è espressione.

Ministri istituiti

Sono il lettore e l’accolito.

Conosciuti già nella Chiesa antica - insieme ad altri compiti oggi non più esistenti - sono stati reintrodotti da Paolo VI nel 1972. Da allora il lettorato e l’accolitato vengono conferiti non più solo a coloro che si preparano a diventare diaconi e presbiteri, ma anche a fedeli laici adulti, per un servizio stabile nella comunità cristiana.
Nella Chiesa di Bologna i primi furono istituiti nel 1976. I ministri istituiti, con la grazia che ricevono nell’istituzione, rendono la Chiesa più bella nella varietà delle collaborazioni e più capace di far vivere e far arrivare a tutti i tesori del Vangelo, dell’Eucaristia e dell’amore fraterno.

I compiti del lettore sono:
• proclamare la Parola di Dio nell’assemblea liturgica;
• coordinare i vari compiti nell’ambito della Liturgia della Parola, in particolare curando la formazione degli altri che proclamano le letture;
• adoperarsi per educare nella fede i fanciulli, i giovani e gli adulti;
• collaborare nei vari itinerari di preparazione ai Sacramenti;
• collaborare alle iniziative di annuncio e di diffusione del messaggio evangelico (come i centri di ascolto nelle case), in particolare alle persone che ancora non lo conoscono.

Il ministero del lettore parte quindi dall’ambito della Liturgia della Parola che ruota attorno all’ambone, da cui la Parola di Dio viene proclamata, per estendersi a tutti i campi dell’evangelizzazione. Si pone così come un segno dell’intimo legame che esiste tra:
• l’ascolto della Parola di Dio e la crescita della fede,
•   la coscienza che la Parola di Dio è un dono incomparabile e il bisogno di collaborare a trasmetterla agli altri. 

I compiti dell’accolito sono:
• aiutare i presbiteri e i diaconi nello svolgimento delle loro funzioni liturgiche;
•   coordinare i vari servizi nell’ambito della Liturgia eucaristica e in particolare quello dei ministranti, curandone la formazione.
•   Collaborare con i presbiteri per portare la comunione eucaristica agli ammalati e anziani della parrocchia.

Attualmente nella nostra parrocchia ci sono

•   2 lettori: Stefano Patelli e Claudio Peghetti
•   3 accoliti: Luca Badiali, Maurizio Fanti e Maurizio Salici.